Zinkpest, peste dello Zinco, Peste du Zinc – introduzione

Lo ZAMA, ZAMAC  o ZAMAK è una lega di zinco, alluminio, magnesio e, a volte, rame. È con le iniziali di questi quattro metalli Z.A.M.A.C.  che il nome è stato ideato; gli anglosassoni hanno preferito il nome di « Zinc Aluminium Metal Alloy Casting », che significa la stessa cosa.  Fu la New Jersey Zinc Company ha creare questa lega nel 1929; l’acronimo esiste anche in tedesco con Zink, Aluminium, MAgnasium e Kupfer che significa rame. In ogni caso, le proporzioni medie per la realizzazione della lega sono il 95% di zinco, 4% di alluminio, 1% di rame e di circa 0,03% di magnesio.
Dopo questa premessa molto tecnica (anche se non sono assolutamente né chimico né tecnico del settore, ma solo un appassionato, ed accetto benvolentieri correttivi e suggerimenti per migliorare l’articolo).
La lega è durevole nel tempo  e facile da lavorare, non subisce ossidazione e sembra perfetta per lo stampaggio sotto pressione (tolleranze strette e forme complesse possibili con dettagli precisi, come del resto si vede sui modelli dei trenini  ultimamente prodotti, ricchi di dettagli e, appunto, forme complesse), perché ha una buona fluidità al suo punto di fusione che è di 460 ° C.

Nella presente galleria trovate il modello dell'involucro della locomotiva Marklin 3083 appena uscita dallo stampaggio (potete notare il "cono" tipico che rappresenta il canale d'entrata della lega di Zamak in fusione, il colore è quello originale e ormai dopo quasi 30 anni potete vedere come non ha subito nessuna alterazione) e il modello una volta ultimato dalla Marklin, dipinto con il suo dettagliagio finale, il suo tender e la sua scatola con i documenti. Locomotive État 231-981 dépôt de Saintes - France.

Le leghe attuali sono molto resistenti alla corrosione e possono essere considerate quasi inalterabili. Del resto,  al giorno d’oggi sono ancora molto usate, sia per le loro qualità in termini di densità – che li rende materiali ideali per la realizzazione di zavorra, sia per la loro facilità di modellazione: perciò sono usate in oggetti di arredamento,  giocattoli,  componenti di automobili e naturalmente nei nostri carissimi treni elettrici Marklin. Ad essi conferiscono, per via del peso ottimamente ripartito, visto che di solito ne compongono sia il telaio che il mantello, delle qualità dinamiche ottime, e inoltre migliorano considerevolmente la trazione e l’inerzia sia in accelerazione che in frenata, che sembra anche per i modelli non digitali più realistica.

Per molti, tra cui il sottoscritto, l’uso dello Zamac nei modelli Marklin attribuisce una nobiltà inconfondibile, e sono tanti i modellisti a scegliere Marklin quasi esclusivamente per via dell’uso di questa lega per la realizzazione integrale del modello, anche se parliamo comunemente di locomotive in “metallo”.

Lo zinco utilizzato per la realizzazione della lega deve avere una purezza pari almeno al 99,995%, dal momento che è noto al giorno d’oggi che tracce di piombo, cadmio o stagno sono sufficienti, per i pezzi fatti in fusione in lega di zinco, a farli colpire dalla febbre di Zinco, chiamata anche peste di Zinco, Zincopest,  Zinkpest in tedesco o peste du Zinc in lingua francese o Zinc Pest in lingua inglese.

E' proprio questa "malattia" dello ZAMAC che porta alla deformazione e scomposizione di zinco da un processo di cristallizzazione che distrugge il metallo. Fino al 1935-1936, il processo di stampaggio sotto pressione non era ancora perfetto, e la composizione della lega ancora aleatoria. Per questo motivo molti modelli Marklin pre-war di questa epoca soffrono di tali problemi. L’altro periodo “nero” per Marklin furono gli anni della Seconda Guerra Mondiale e dell’immediato dopoguerra, durante il quale, malgrado i processi tecnici fossero ormai collaudati, l’uso di materie prime scadenti comportò il ritorno del problema della Zinkpest.
Come vedrete nell’ampia galleria foto, è soprattutto questo periodo che documento anche perché i primi segni di peste del zinco compaiono in questi anni per certi modelli che sono stati conservati ottimamente.
Come conservare in modo ottimale i modelli Marklin:

  • assenza di luce,
  • temperatura di conservazione stabile tra 18 e 20°,
  • umidità controllata e bassa,
  • al riparo da polvere, grasso …
  • preferibilmente il modello non deve entrare in contatto con nulla (carta, plastica, legno…)
  • evitare di farlo stare sui binari
  • preferibilmente il modello è sempre maneggiato con dei guanti di tessuto e non con le mani

Invece per tantissimi altri che sono stati “trattati” come giocattoli o che sono stati esposti ad agenti aggressivi, gli effetti sono ben presenti e visibili al primo colpo d’occhio.

Come vedrete nelle foto, il processo dello Zinkpest  all’inizio è quasi invisibile per chi non è abituato ed è anche per questo motivo che pubblico queste righe: la conoscenza di questo fenomeno, spero, potrà evitare a molti di acquistare un prodotto scadente – in particolar modo chi compra a distanza, e deve valutare un modello soltanto attraverso foto e descrizione più o meno obiettivi. Il problema della peste dello zinco è che il processo è totalmente irreversibile e qualsiasi modello toccato finirà per diventare totalmente scomposto (letteralmente), è solo una questione di tempo. Si può ritardare lo sviluppo della “malattia” (vedere sopra le condizioni di conservazione ideale) ma non fermarlo. A questo proposito, non credete ad alcuni cosiddetti tecnici specializzati che potrebbero proporvi ricette miracolose (e generalmente costose) per rimediare.

Di solito, si propongono soltanto di trattare modelli che presentano solo i primi segni dello Zinkpest,  di ridisegnare le forme originali tramite copiose limature e aggiunta di resina e di ridipingere il tutto (vedete a questo proposito un modello di SK800 che ha subito questo “miracoloso” trattamento e da cui si evincono i primi segni di ritorno di Zinkpest). In realtà, il processo non verrà fermato e i sintomi dell’evoluzione della malattia ricompariranno più avanti senza aver conosciuto nessuna sosta. Come vedrete dalle foto certi modelli e versioni sono più predisposti rispetto ad altri: per questo motivo vi invito a prestare una particolare attenzione ai modelli Marklin SK 800 e T800, che sono in assoluto i più soggetti.

Lo Zinkpest è ancora presente sui modelli Marklin attuali ?

Anche se può sembrare strano nel 2011, la risposta è sì. In questo caso si tratta generalmente di errori nel processo di produzione industriale, e colpisce delle serie ben precise ed identificate grazie al tracking dei prodotti nell’industria moderna. In generale, la casa madre Marklin rimborsa o cambia il modello in toto o quasi, anche anni dopo l’acquisto, basta rispedire il modello alla fabbrica o attraverso il proprio rivenditore di fiducia. Nelle gallerie foto troverete anche i modelli recenti che sono stati colpiti dalla Zincopest: sostanzialmente ne ho notati 3, ma non esitate a segnalarmi altri “malati”. Segnalo un ottima discussione avuto sul forum 3rotaie.it sull’argomento, cliccate qui per accedere.

Invito anche tutti a mandarmi le vostre foto di modelli Marklin toccati dalla Zinkpest per arricchire il database e/o eventualmente a sottopormi i vostri quesiti sull’argomento o chiedermi in mio semplice punto di vista su modelli sospetti di essere colpiti dalla peste dello Zinco. Per contattarmi seguite il link...

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